Roma, 11 dic. (askanews) – L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato la seconda edizione del documento “Development of medical device policies” e a coordinare la redazione è stato il team dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, guidato dal Prof. Leandro Pecchia, prorettore alla ricerca. Un documento strategico che definisce le linee globali per le politiche nazionali e regionali per i dispositivi medici, inclusa l’AI per la salute. In un momento in cui la complessità tecnologica e la rapida evoluzione del mercato rendono urgente rafforzare la governance delle tecnologie sanitarie, l’Italia riveste un ruolo di primo piano.
Il nuovo rapporto OMS contiene: – una guida operativa rivolta a governi e autorità sanitarie, con raccomandazioni concrete per sviluppare o aggiornare le politiche nazionali sui dispositivi medici, alla luce di nuove innovazioni disruptive come l’AI. – Indicazioni per costruire quadri regolatori moderni e solidi, capaci di rispondere a innovazioni tecnologiche, nuovi rischi e crescente complessità del mercato. – Un’estensione dell’analisi oltre i dispositivi tradizionali, con attenzione a tecnologie emergenti come software medicale, digital health e sistemi “intelligenti”. – Una nuova attenzione alla sostenibilità, anche ambientale, dei dispositivi ed in genere delle tecnologie sanitarie. – Un forte richiamo all’Health Technology Assessment (HTA) come strumento essenziale per decisioni basate su evidenze, se ben integrato con regolatorio e gestione dei dispositivi medici. – Una posizione chiara sulla necessità di considerare l’intero ciclo-vita dei dispositivi medici per scrivere politiche e fare valutazioni che siano realmente efficaci: questo rimette al centro la figura dell’ingegnere clinico e biomedico, che non sono più viste come figure squisitamente tecniche, ma come profondi conoscitori del settore ed attori da coinvolgere sempre più nella pianificazione, e nelle decisioni politiche e strategiche, come avviene da anni in Italia. – L’enfasi sul rafforzamento delle capacità: formazione degli esperti, ma anche degli operatori sanitari e dei pazienti stessi, e la creazione di infrastrutture adeguate per la pianificazione, il controllo e la gestione dei dispositivi.
Le raccomandazioni OMS potranno orientare le future strategie di regolazione delle tecnologie sanitarie; le scelte di innovazione nell’industria MedTech; le politiche di sicurezza, qualità e sostenibilità nei servizi sanitari pubblici e nei sistemi sanitari pubblico-privati.
“Essere incaricati dall’OMS di coordinare la stesura di un documento strategico come questo è per la ricerca italiana, non solo per l’Università Campus Bio-Medico di Roma, un motivo di grande orgoglio – afferma il Prof. Leandro Pecchia – Questo documento conferma che le politiche sanitarie per i dispositivi medici non sono più solo una questione tecnica: richiedono visione, competenza e collaborazione globale per garantire tecnologie che facciano davvero la differenza per i pazienti. Soprattutto, richiedono una grande capacità di ascolto proattivo: urge ascoltare le voci di tutti, ma per farlo bene serve avvicinare l’orecchio a quelle voci, non solo attendere che esse arrivino a noi. Anche se questo significa fare il giro del mondo per incontrare esperti e pazienti di tutti i continenti, come abbiamo fatto noi in questi 10 mesi, per mettere anche i più fragili nella condizione di parlare alla pari, guardandosi negli occhi, e scoprire che dietro ai titoli ed agli orpelli, ci sono persone di buona volontà, che condividono speranze e sogni. Perché sul piano personale, essere chiamati a coordinare la scrittura di un documento che orienterà il modo in cui i 193 stati membri delle Nazioni Unite scriveranno politiche sostenibili ed inclusive, allora questo lavoro è un sogno che si avvera: il sogno di chi – nato in un piccolissimo paesino a nord di Napoli e cresciuto girando il mondo, l’Africa in particolare- si risveglia, cinquantenne, e si ritrova a vivere un sogno. Speriamo di aver fatto un buon lavoro…”.
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