” Cinque ragazzi, un synth e la passione per il rock. Si potrebbero riassumere così gli Union Drama, gruppo capitolino che prende ispirazione dalle pietre miliari della musica contemporanea internazionale e riesce a fonderne i tratti distintivi in uno stile unico. Ci parlano del loro progetto e del nuovo album in uscita a breve.”
Quando è nata la band e come avete scelto il nome “Union Drama?
Valerio: La band nasce nel 2012, dal mio incontro con Giuseppe Marino (basso) e Francesco Cavasinni (Sintetizzatori). Essendoci resi conto di andare d’accordo musicalmente e umanamente, decidiamo di completare la formazione per trovare un sound rock ma con intrusione massiccia di elettronica. Qualche mese più tardi, troviamo un annuncio di un ragazzo che vendeva una scheda audio. E’ Carlo Covelli, un Dj di Elettronica Techno Hard Core. Il batterista “sintetico” che cercavamo. Da li poi è storia. Due anni di composizioni e live fino a quando, nel 2015, decidiamo di far entrare nella band, un elemento chiave. Alfonso Pezzaniti. Chitarrista e cantante.
Il nome Union Drama, nasce dalla forte passione per la sociologia e la geopolitca. Dopo anni di crisi economica e dopo la guerra in Ucraina, il tema centrale di cui si parlava sempre era l’Unione Europea. Molti dei nostri testi parlano dell’uomo contemporaneo europeo. E poiché anche noi eravamo una sorta di unione drammatica a livello di influenze, abbiamo adottato questo nome che suona pure bene.
Il primo singolo che ha anticipato l’uscita del disco è “Play Yer Pin Sea”. Come mai avete scelto questo pezzo come assaggio del nuovo lavoro?
Giuseppe: La scelta del nostro primo singolo è stata molto difficile, un po’ come scegliere il più bello tra i tuoi figli. Però poi alla fine la scelta è caduta di Play Yer Pink Sea perché secondo noi e quella che arriva dritta al cuore con dolcezza. Se dovessi conquistare una bella ragazza userei questa canzone.
Valerio: Sono d’accordo. Credo che sia il brano pop più riuscito dell’album e ha qualcosa di magico che può avvicinare le persone alla nostra musica che per certi versi è molto varia ed ecclettica. A volte un po’ pesante da digerire. Per questo il nostro bigliettino di invito non poteva che esser leggero.
Quale messaggio veicolano le vostre canzoni?
Valerio: Alcuni brani affrontano il tema dell’uomo occidentale, della sua insensibilità e dell’ipocrisia nel nascordere i propri desideri autentici dietro falsi costumi cutlurali. Il primo brano, per esempio, Aritocratic Ego, nasce come un brano per raccontare una relazione appena nata con una ragazza un po’ “stronz***”, ma si evolve e diventa metafora dell’uomo occidentale, ma anche degli oligarchi che oggi governano i nostri paesi. Altre, come IF I WERE RICHER, si ispirano a testi filosofici, come l’Anticristo di Nietzche, che parla di come sia sbagliato negare i propri desideri inconsci. Ma è anche un appello a chi resta nella propria zona di confort e si giustifica per la sua pigrizia con il fatto di non esser abbastanza ricco o abbastanza forte..

Giuseppe: In generale, il viaggio dei testi affronta sia tematiche di amore e nuove relazioni, passando attraverso analisi del mondo contemporaneo, delle ipocrisie dell’uomo.
Molto bella la copertina del disco. Come è nata questa idea?
Alfonso: Rappresentare tramite un’opera astratta una vibrazione di colori e un onda sonora che nasce dal buio: il nero della copertina è questo buio, il silenzio. La nostra musica viene evocata con i colori che rappresentano una parte di noi. Colori molto diversi ma che si uniscono armomnicamente.
Carlo: Alfonso è l’autore! Grande. Valerio: Genio!
Quali sono i canali su dove si può ascoltare/acquistare il disco?
Giuseppe : Il disco è disponibile su iTunes e Amazon in versione digitale.
E’ possibile acquistare l’album in versione compact disc con libretto testi e foto sul nostro sito ufficiale www.uniondrama.com . Mentre invece per ascoltarlo online ci trovate su spotify.
Invitiamo a tutti a venirci a trovare su facebook, pagina ufficiale Union Drama, per esser sempre aggiornati sui nostri live e nuove pubblicazioni.
Valerio: Qui lo fermo che sta facendo troppo marketing e rischiamo censura. (Risate)
Quali sono le date dei vostri prossimi concerti in promozione al disco?
Francesco: Il tour invernale 2015, è cominciato a Ferrara, che è stata una serata fantastica. Gente meravigliosa, ci hanno accolto veramente bene. Ferrara è stupenda. Visitatela al più presto. Abbiamo assaporato un paio di birre artigianali, deliziose.
Di seguito abbiamo suonato qui a Roma, casa nostra, per lanciare l’album lo scorso giovedì 26 novembre. Per tutti i curiosi che vogliono venire a vederci sul palco, la prossima data è sempre nella capitale, al Contestaccio ( via di Monte Testaccio 65B) Domenica 6 dicembre alle 22. Una serata molto interessante, incentrata sul rock elettronico. Suoneremo insieme ai Controlled Disorder, una band molto innovativa di Latina. Successivamente siamo a Latina l’11 dicembre. E sono convinto che saranno due grandi live.
Il vostro nuovo disco è uscito per Alka record label il 20 novembre, volete parlarcene e presentare il progetto?
Carlo: E’ stato un lavoro molto lungo e abbiamo dovuto affrontare diverse difficoltà. La fortuna nostra è che avevamo a disposizione lo studio di registrazione e produzione a casa mia. Il che è stata una botta di…di fortuna. (sogghigna). Il primo lavoro come band, ti mette di fronte tante difficoltà, sia tecniche che creative. Per fortuna siamo sempre stati fermi sul nostro obiettivo. Volevamo fare un album e farci conoscere con un lavoro serio e impegnato. Non avete idea di quante notti ho passato di fronte al Mac per curare ogni minimo dettaglio. Il duro lavoro per fortuna paga e i risultati si vedono poi con la risposta del pubblico che per ora sta andando molto bene. Per me è stato un po’ complesso approcciarmi ad un nuovo genere. La maggiorparte della musica che produco è Elettronica Hard Core, e nonostante mi cimenti tantissime volte in altri generi, incontrari i ragazzi che venivano da un ambiente prettamente rock mi ha messo alla prova. E ora posso dire chiaramente di averla superata senza troppi problemi.
Valerio: Carlo è gentile, ma la realtà è che per colpa mia ha fatto nottate a rimixare le voci di tutti i brani un paio di volte.Carlo: Si un po’ ti ho odiato, ma con affetto (strizza l’occhio).
Qual è la vostra personale visione dell’attuale scena musicale italiana?
Giuseppe: La scena italiana per me si divide in due fasce : quella mainstream che io definisco “prodotto omologato” per chi ascolta passivamente la musica mentre fa la spesa al supermercato… E quella semi underground direi molto più casereccia e artigianale. Un po’ come quando si beve una birra qualunque rispetto ad una birra prodotta dai piccoli produttori. Li, puoi sentire la vera passione e la volontà di fare il miglior prodotto della possibile.
Tornando alla musica più interessante da ascoltare in Italia, non si può non nominare: Verdena, Colapesce, Bugo e i Drink to me .. Quest ultimi i miei preferiti, adoro il loro modo di scrivere e di pensare la musica .. Cosmo secondo me è un piccolo genio..
Un saluto per i nostri lettori?
Valerio: Un saluto a tutti i lettori, e a questo punto vi auguriamo un buona natale. Regalate il nostro album a chi volete bene.
Carletto: Anche a chi non volete bene. A presto.
Francesco: Ciao a tutti.
Giuseppe: Ciaooooo.
Alfo: Un saluto a tutti.
Lino Poni da tvstarblog
