
Le tensioni tra Washington e Teheran si sono intensificate nelle ultime ore, spostandosi dal piano diplomatico a quello del confronto navale diretto, coinvolgendo attori chiave come Pakistan, Cina e Russia nel tentativo di evitare un collasso definitivo dei negoziati.
Tensione Militare nello Stretto
La situazione è precipitata in seguito al sequestro di una nave mercantile iraniana da parte della Marina statunitense nel Golfo dell’Oman, accusata di aver tentato di forzare il blocco navale.
La risposta di Teheran: L’Iran ha reagito lanciando un attacco con droni contro alcune unità militari USA.
L’avvertimento iraniano: Il vicepresidente Mohammed Reza Aref ha dichiarato che la sicurezza dello Stretto di Hormuz “non è gratuita”, ponendo un aut-aut: o viene garantita la libertà di esportazione del greggio iraniano, o i costi della navigazione per gli altri paesi aumenteranno drasticamente, con conseguenti ricadute sui prezzi globali del carburante.
Il Ruolo del Pakistan e la Mediazione con Trump
Il Pakistan si conferma il principale canale di comunicazione tra le due potenze.
L’intervento di Islamabad: Il capo di Stato maggiore pakistano, Asim Munir, ha avvertito personalmente il presidente Donald Trump che il blocco navale rappresenta un ostacolo insormontabile per il successo dei colloqui di pace.
La reazione USA: Trump ha dichiarato che terrà in considerazione il parere del mediatore, mentre Teheran ha confermato di stare esaminando l’ultima proposta di pace statunitense trasmessa proprio tramite i vertici militari pakistani.
Reazioni Internazionali: Cina e Russia
Pechino: Il presidente Xi Jinping, in un colloquio con Mohammed bin Salman (MbS), ha ribadito l’assoluta necessità che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e sicuro. La Cina si è detta preoccupata per il sequestro della nave iraniana, sollecitando entrambe le parti a mantenere vivo lo slancio dei negoziati.
Mosca: Il Cremlino, pur precisando di non avere attualmente un ruolo di mediatore formale, si è detto pronto a fornire assistenza per raggiungere una soluzione pacifica.
La Posizione dell’Iran sui Negoziati
Nonostante l’apertura al dialogo, la leadership iraniana mantiene una linea di estrema cautela:
Linee Rosse: Il portavoce del Ministero degli Esteri ha smentito categoricamente l’ipotesi di trasferire le scorte di uranio arricchito all’estero, definendola un’opzione mai inclusa nell’agenda negoziale.
Scetticismo: Il presidente Pezeshkian ha invitato alla diplomazia “razionale”, lamentando tuttavia una profonda sfiducia verso gli Stati Uniti a causa di comportamenti ritenuti “contraddittori”. Per Teheran, i colloqui di Islamabad non sono una concessione, ma una “continuazione del campo di battaglia” per la tutela degli interessi nazionali.
Eliza Anton
