I capi di Stato e di governo dei Ventisette si riuniscono a Bruxelles per l’avvio del Consiglio europeo, che succede immediatamente ai lavori del G7 di Evian e segna l’ultimo atto del semestre di presidenza della Repubblica di Cipro, prima del passaggio di testimone all’Irlanda previsto per il primo luglio. La sessione inaugurale vedrà l’intervento della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e la partecipazione straordinaria del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quest’ultimo, dopo aver preso parte al pranzo istituzionale con il Re del Belgio e al gruppo di contatto per la Difesa presso il quartier generale della Nato, chiederà ai leader europei un’accelerazione formale nel processo di adesione all’UE, in concomitanza con la recente apertura dei negoziati per il “cluster 1”. Sotto il profilo diplomatico e sanzionatorio, i capi di Stato e di governo valuteranno la rapida approvazione del 21 pacchetto di sanzioni contro la Russia. Superato lo storico ostacolo del veto ungherese a seguito della recente sconfitta elettorale di Viktor Orbán, l’adozione delle conclusioni all’unanimità potrebbe incontrare le riserve della Bulgaria, contraria al possibile inserimento del patriarca ortodosso Kirill nella lista dei soggetti sanzionati, mentre resta aperto il dibattito sull’attivazione di un canale diplomatico di mediazione tra l’Unione e Mosca.
Nel quadro delle relazioni internazionali, i leader europei dedicheranno una parte consistente dei lavori all’analisi della situazione geopolitica in Medio Oriente, ridefinita dal recente accordo quadro siglato tra Stati Uniti e Iran dopo mesi di conflitto armato. La posizione strategica di Bruxelles rimane ferma nel ribadire che Teheran non dovrà mai sviluppare un’arma nucleare e dovrà cessare i propri programmi missilistici balistici regionali.
Il confronto riguarderà anche gli aiuti umanitari e le prospettive di cessate il fuoco a Gaza, in Cisgiordania e in Libano. Nelle bozze delle conclusioni del vertice è inserita una dura condanna per i maltrattamenti denunciati a seguito del blocco in acque internazionali della flottiglia umanitaria Global Sumud, affiancata dalla richiesta formale di valutare sanzioni mirate contro i ministri israeliani estremisti Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich.
Politiche economiche, la competitività di fronte alla Cina e lo stallo sul bilancio dell’Unione
Durante le sessioni serali, l’attenzione dei Ventisette si sposterà sulle dinamiche macroeconomiche globali e sulla difesa della competitività industriale dell’Unione. Il dibattito punterà a strutturare contromisure commerciali e normative per arginare la sovrapproduzione della Cina e favorire lo sviluppo di catene di approvvigionamento interamente europee, in un mercato globale segnato dalla contrazione della domanda di componenti tecnologiche.
I nodi politici più complessi sono tuttavia attesi per la giornata di venerdì, dedicata interamente alla definizione del prossimo bilancio UE operativo dal primo gennaio 2028. La proposta di mediazione (“nego box”) avanzata dalla presidenza cipriota per sbloccare l’architettura dei piani di coesione territoriale e della sezione Global Europe rischia di scontrarsi con le scadenze elettorali interne di Paesi chiave come Francia e Italia. A complicare la ricerca di un’intesa contribuisce il blocco rigorista dei Paesi frugali (composto da Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia e Austria), fermo nel richiedere tagli lineari alla spesa fino a 400 miliardi di euro rispetto ai parametri di base. Contro questa impostazione si muoverà il fronte dei sedici Paesi appartenenti agli Amici della Coesione, coordinato da un vertice bilaterale tra Italia e Romania, intenzionato a tutelare i fondi strutturali e regionali.
In chiusura di agenda, su esplicita richiesta del governo di Roma e della premier Giorgia Meloni, verranno esaminati dossier specifici sulla cooperazione sanitaria internazionale contro il virus Ebola e sulle strategie coordinate per la lotta alle droghe, mentre il tema delle migrazioni resterà escluso dalle conclusioni formali.
Eliza Anton
