BRUXELLES\ aise\ – Il Parlamento europeo ha assegnato il premio Sacharov per la libertà di pensiero 2026 alla Corte penale internazionale e ai suoi funzionari.L’annuncio è arrivato oggi, giovedì 22 ottobre, per bocca della Presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, che ha dichiarato: “L’Unione europea si fonda sul rispetto del diritto internazionale. Con questo premio conferito alla Corte penale internazionale e ai suoi funzionari, il Parlamento europeo riconosce l’operato di coloro che rendono giustizia alle vittime, anche attraverso indagini, azioni penali e processi. Questi devono poter svolgere il proprio lavoro in modo indipendente. Continueremo a difendere questo principio”.
La Corte penale internazionale indaga e, se giustificato, giudica le persone accusate dei crimini più gravi motivo di allarme per l’intera comunità internazionale: genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e crimini di aggressione.
La Corte svolge un ruolo fondamentale nella lotta globale all’impunità: attraverso la giustizia penale internazionale, chiama i responsabili a rispondere delle loro azioni e si adopera per evitare che i crimini si ripetano. In qualità di organo giurisdizionale di ultima istanza, inoltre, integra l’operato dei tribunali nazionali. Disciplinata da un trattato internazionale noto come Statuto di Roma, la CPI è la prima corte penale internazionale permanente al mondo.
Il premio mette in risalto l’operato della Corte, che negli ultimi tempi è sotto attacco di Donald Trump, Presidente degli USA, che ha sanzionato i suoi giudici. La CPI fa indagini, azioni penali, processi e emette o autorizza mandati d’arresto internazionali. Lo ha fatto in casi riguardanti, tra l’altro, l’Afghanistan, la Russia, Israele, la Repubblica democratica del Congo, l’Uganda, il Mali, la Libia e la Repubblica centrafricana.
L’UE deve tutelare i meccanismi globali a difesa della giustizia e dell’assunzione di responsabilità a livello internazionale
Nelle relazioni annuali del 2025 sull’attuazione della politica estera e di sicurezza comune e sui diritti umani e la democrazia nel mondo, i deputati europei hanno espresso profonda preoccupazione per le crescenti minacce e le varie ondate di sanzioni imposte alla CPI e ai suoi procuratori, giudici, membri del personale e partner a partire dal 2025, in particolare dagli Stati Uniti, denunciandole come gravi attacchi al sistema giudiziario internazionale.
Il Parlamento ha ripetutamente invitato la Commissione europea ad attivare il cosiddetto “regolamento di blocco” dell’UE per proteggere i funzionari della CPI da attacchi extraterritoriali e per consentire alla Corte di proseguire con le sue attività in piena indipendenza. Il regolamento di blocco tutela gli operatori europei, indipendentemente dalle loro dimensioni o dal settore in cui operano, annullando all’interno dell’UE l’efficacia di qualsiasi decisione giudiziaria straniera basata su leggi straniere. Inoltre, consente loro di chiedere in sede giudiziaria il risarcimento dei danni causati dall’applicazione extraterritoriale di leggi straniere.
Nelle relazioni citate sopra, i deputati europei hanno accolto con favore la decisione di mantenere il sostegno finanziario dell’UE alla Corte, in un momento particolarmente difficile per la giustizia internazionale.
Poiché tutti gli Stati membri dell’UE sono parte dello Statuto di Roma e sono dunque tenuti ad attuare le decisioni della Corte, i deputati hanno inoltre sottolineato che la crescente inosservanza del diritto internazionale e la politicizzazione dei dibattiti riguardanti le istituzioni giudiziarie internazionali rappresentano, a loro avviso, una minaccia esistenziale per l’ordine mondiale basato sul diritto internazionale.
Nel 2025 e 2026 la presidente e diversi giudici della CPI hanno visitato le commissioni del Parlamento europeo per illustrare ai deputati le conseguenze delle sanzioni statunitensi sulle loro funzioni professionali e sulla loro vita privata.
Intitolato al fisico e dissidente politico sovietico Andrej Sacharov, il premio Sacharov per la libertà di pensiero è stato istituito nel 1988. Il Parlamento lo assegna ogni anno a persone o organizzazioni che si sono distinte per il loro impegno in uno dei seguenti ambiti: la difesa dei diritti umani e dei diritti fondamentali, in particolare la libertà di espressione, la tutela dei diritti delle minoranze, il rispetto del diritto internazionale, lo sviluppo della democrazia e la difesa dello Stato di diritto.
La cerimonia di consegna del premio si terrà il 16 dicembre a Strasburgo, durante la sessione plenaria del Parlamento Ue. (aise)