AGI – “Abbiamo riunito oggi il Consiglio dei ministri, approvato le norme per l’accordo con il mondo dell’autotrasporto e stanziato risorse anche per l’agricoltura e la pesca.”
Con queste parole diffuse in un video sui social, la premier Giorgia Meloni ha annunciato il via libera al decreto-legge aiuti destinato a sostenere i settori travolti dall’impennata del costo del gasolio. Il Governo, ha sottolineato la premier, ha voluto “dare risposte immediate ai lavoratori e alle famiglie: questo è il nostro metodo”.
“Voglio ringraziare le associazioni che hanno scelto il confronto e hanno revocato i fermi e fermato le manifestazioni. È stato un atto di responsabilita’. Pero’ voglio dire anche un’altra cosa: in alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade e non si fermano li’. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme ai camion dei colleghi. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo”. Lo sottolinea la premier Giorgia Meloni in un video sui social dopo l’approvazione da parte del Cdm del dl che prevede aiuti al mondo dell’autotrasporto, della pesca e dell’agricoltura.
“Non lo dico solamente io. A chiedere di rimuovere questi blocchi sono – ha spiegato la presidente del Consiglio – gli stessi autotrasportatori, i commercianti, gli agricoltori, i sindaci e le istituzioni di ogni colore politico. Perché a pagare come sempre non è il potente di turno, è la gente comune, è il camionista che deve portare a casa lo stipendio, l’impresa che non riesce a consegnare, è la famiglia che si ritrova a pagare di più”.
“Per questo – ha ancora aggiunto Meloni – ho chiesto al ministro dell’interno Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dalle associazioni degli autotrasportatori, degli agricoltori, della distribuzione per assicurare alla libera circolazione la fornitura delle merci, alle attivita’ commerciali e quindi ai nostri cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi e useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del decreto sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale”.
Misure ed emergenza ortofrutta: 110 milioni sul credito d’imposta
A spiegare i dettagli tecnici dei sostegni presi in Cdm è stato il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Edoardo Rixi, che ha fatto anche un appello alla responsabilità per sbloccare la filiera agroalimentare: “Sollecitiamo l’invito a riportare la normalità in tutti i territori e consentire, tra l’altro, alle aziende, soprattutto del Sud, di poter distribuire l’ortofrutta ed evitare ulteriori conseguenze dopo i blocchi di questi giorni.”
Sul fronte delle risorse, Rixi ha illustrato la dote finanziaria messa sul piatto per i crediti d’imposta sullo sconto carburanti:
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50 milioni di euro aggiuntivi per elevare il plafond da marzo ad agosto, portandolo da 430 a 480 milioni.
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60 milioni di euro destinati alla copertura del periodo tra settembre e i primi di ottobre.
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Possibilità di estendere l’utilizzo dei crediti ai primi mesi del 2027 per evitare sovra-accrediti non fruibili.
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Liquidità immediata: “I crediti saranno disponibili per le prime aziende già dalla settimana prossima. Il Mit ha iniziato i pagamenti ieri e oggi l’Agenzia delle Entrate li certifica: le prime 2.000 imprese vedranno i fondi sul cassetto fiscale nei prossimi giorni.”
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Tutela per le PMI: previste norme ad hoc per le piccole e medie imprese in sofferenza escluse dai requisiti europei standard (riservati ai mezzi Euro 5 superiori alle 7,5 tonnellate).
Le reazioni delle istituzioni
A margine del vertice sul Processo di Berlino in Montenegro, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ha promosso la scelta della linea del dialogo: “Bene che le grandi organizzazioni abbiano deciso di revocare i blocchi: non servono a far diminuire il costo del gasolio e recano danni solo a cittadini e imprese. Il Governo intende sostenere le vittime di un rincaro indipendente dalla nostra volontà.”
Dal capoluogo lombardo, prima di collegarsi al Cdm in Prefettura a Milano, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha garantito ascolto ma ha ribadito un confine invalicabile: “Stiamo già pagando migliaia di imprese e incontrerò di nuovo gli autotrasportatori, dai grandi fino a chi possiede un solo camion. Tuttavia, se proseguiranno minacce, tagli di gomme, sequestri e aggressioni, si passerà al fronte dell’ordine pubblico: i blocchi stradali che danneggiano altri lavoratori sono un reato e come tale verrà trattato.”
La mappa delle proteste
Nonostante gli annunci dell’esecutivo, sui territori la mobilitazione mostra un andamento frammentato.
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Sicilia e Calabria (Sospensioni e spaccature): In Sicilia l’Aias (Associazione imprese autotrasportatori) ha revocato i blocchi dei TIR su autostrade e porti dopo le rassicurazioni prefettizie sull’inserimento ai tavoli di confronto nazionali. In Calabria prevale il “doppio binario”: Fedralog ha congelato la protesta dei camion per senso di responsabilità verso le forniture alimentari e lo smaltimento rifiuti, ma gli agricoltori e gli autotrasportatori autonomi continuano il presidio a bordo strada.
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Campania (La protesta travolge piazze e scuole): Nel Salernitano la tensione resta altissima. A Pontecagnano Faiano un lungo corteo guidato dal sindaco Giuseppe Lanzara — affiancato da commercianti con le saracinesche abbassate — ha bloccato gli accessi autostradali. A Battipaglia gli agricoltori hanno portato in presidio una bara coperta dal tricolore per denunciare la “morte del comparto”.
Oltre al lavoro, si fermano le scuole: manifestazioni studentesche hanno interessato Salerno, Napoli, Avellino e Sorrento, mentre a Buccino il sindaco ha dovuto disporre la chiusura temporanea di un istituto superiore per il blocco del servizio di trasporto scolastico. Resta critico l’approvvigionamento di carburante, con chilometriche code automobilistiche registrate presso le stazioni di servizio ancora dotate di scorte.
Redazione
