La Germania prima per posti in terapia intensiva. Italia meglio di Francia e Spagna

La Germania prima per posti in terapia intensiva. Italia meglio di Francia e Spagna

In inglese si definisce “preparedness”. Traducibile come prontezza, ossia la capacità di trovarsi in grado a fronteggiare una determinata emergenza. Per la pandemia di coronavirus che si è manifestata prima in Cina, per poi diffondersi al resto del mondo, colpendo duramente l’Italia, tale capacità è data anche dal numero dei posti in terapia intensiva.

Un confronto chiaro con il resto d’Europa non è facilissimo. Uno degli ultimi studi accademici comparati ha dati aggiornati al 2012. Si tratta di “The variability of critical care bed numbers in Europe”.  La Germania è il Paese con più posti  per terapia intensiva e intermedia: 29,2 ogni 100mila abitanti. Seguono il Lussemburgo e l’Austria, rispettivamente con 25 e 21 posti. L’Italia ne conta 12,5, mentre la Francia conta 11,5 posti letto, la Spagna 9,7 e la Gran Bretagna si avvicinava a quota 7.

Dalle tabelle dell’ Annuario statistico del servizio sanitario nazionale, diffuso dal ministero della Salute a settembre e basato su dati 2017, emerge invece che i letti destinati alla terapia intensiva, sommando pubblico e privato, due anni fa erano 5.090 , ossia 8,42 per 100 mila abitanti. Ma i dati 2018 indicano un aumento a 5.200.

Allargando poi lo sguardo a Usa e e Asia, confrontando dati raccolti da Statista.com, gli Usa contavano 34 posti ogni 100mila abitanti. Il Giappone si collocava poco sopra il Regno Unito,  la Corea del Sud era poco sotto Italia e Francia, mentre la Cina contava appena 3,6 posti.

Mauro Romano – milanofinanza.it

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