Il conflitto in Medio Oriente ha innescato un aumento generalizzato dei prezzi in Italia, con ripercussioni dirette sul portafoglio delle famiglie.
Secondo un’analisi del Codacons, che ha confrontato i dati Istat tra febbraio e aprile 2026, il fenomeno è causato da un effetto a catena: il rincaro dei costi energetici e dei carburanti, infatti, rende più costoso trasportare le merci e spostarsi, facendo lievitare i listini finali nei negozi e nei supermercati.
Quando il petrolio e il gas aumentano, aumenta il costo per rifornire camion, navi e aerei. Di conseguenza, le aziende scaricano questi costi extra sul consumatore finale: ogni bene, dal cibo all’elettronica, subisce un sovrapprezzo per coprire le spese di spedizione e distribuzione.
I settori più colpiti
Il Codacons ha evidenziato come gli aumenti non siano stati uniformi, ma abbiano toccato alcuni settori in modo più marcato:
-
Energia e Carburanti: È la voce che guida i rincari. I combustibili liquidi (benzina, diesel, riscaldamento) hanno segnato un +38,4%. Anche il gas nelle bollette domestiche è salito del 13%, mentre l’elettricità del 5,2%.
-
Trasporti: Muoversi è diventato molto più costoso. I voli internazionali sono aumentati del 18,2%, il noleggio di veicoli dell‘8,8% e i traghetti del 6%.
-
Tecnologia e Comunicazione: Si registrano incrementi significativi per i supporti di registrazione (+21,6%) e per l’intrattenimento digitale come videogiochi e software (+16,4%).
-
Alimentari: Anche la spesa al supermercato ha subito un’accelerazione. Frutti come mirtilli e lamponi costano il 16,1% in più, i legumi il 9,9% e gli ortaggi (come pomodori e zucchine) l’8,6%.
Il conto finale è pesante. A parità di consumi, ovvero continuando a fare la stessa vita di prima, una famiglia media deve affrontare una spesa aggiuntiva di 926 euro su base annua.
L’associazione avverte che questa situazione presenta due rischi principali:
-
Impoverimento: Le famiglie con redditi più bassi subiscono una forte pressione che riduce il loro potere d’acquisto.
-
Contrazione dei consumi: Di fronte a prezzi più alti, le persone tendono a comprare meno, rallentando di fatto l’intera economia nazionale.
Eliza Anton
