Riserve valutarie, Russia più solida mentre l’Arabia annaspa col petrolio ai minimi

Riserve valutarie, Russia più solida mentre l’Arabia annaspa col petrolio ai minimi

Per la prima volta da otto anni a questa parte le riserve valutarie della Russia sono vicine a superare quelle dell’Arabia Saudita. Il paese con il maggior deposito di valute straniere resta la Cina.

La notizia è stata diffusa da Bloomberg, che ha analizzato gli ultimi dati resi disponibili dal Fondo Monetario Internazionale. Alla base dell’ impoverimento dei forzieri dell’ Arabia Saudita c’è il calo del prezzo del petrolio.

Negli ultimi quattro anni le riserve valutarie della Russia sono cresciute del 45% raggiungendo il valore di 518 miliardi di dollari, prossimo ai 527 miliardi di dollari di riserve valutarie dell’ Arabia Saudita.

In particolare, osservano gli analisti, l’ Arabia Saudita impiega parte delle proprie riserve per spese sociali, mentre la Russia persegue una politica del tesoro più rigida, basata su un prezzo del petrolio di 40 dollari al barile, che le ha permesso di mantenere ed incrementare le proprie riserve valutarie.

Il prezzo del Brent, che un anno fa era pari a 73 dollari al barile è sceso oggi a 57 dollari al barile, una soglia al di sotto del livello che molti paesi membri dell’OPEC ritengono come sufficiente per coprire la spesa pubblica.

Secondo gli ultimi dati del Fondo Monetario Internazionale, aggiornati a giugno 2019, il paese con le maggiori riserve valutarie è la Cina, seguita da Giappone e Svizzera.

Le riserve valutarie sono uno degli indicatori della solidità di una banca centrale e possono servire per fronteggiare attacci speculativi e sostenere la valuta locale.

Nel mese di giugno Russia e Arabia Saudita avevano rinnovato il loro accordo sulla riduzione dell’ estrazione di petrolio.

 

https://it.sputniknews.com/economia/201908117973196-riserve-valutarie-russia-piu-ricca-mentre-larabia-annaspa-col-petrolio-ai-minimi/

 

 

 

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