La riduzione del parlamentari non basta a Di Maio. L’accordo con i dem è saldo
Roma, 14 agosto 2019 – L’inatteso rilancio da pokerista di Matteo Salvini sul taglio dei parlamentari era stato ideato dal segretario leghista per stanare un po’ tutti i partiti ma soprattutto i Cinquestelle che nel loro intento iniziale avrebbero voluto uscire dalla fase di impasse politica – che sia per andare al voto o per convogliare a nozze col Pd – additando la responsabilità di tutto a Salvini e alla sua voglia di “non tagliare le poltrone”. Nella narrazione anticasta grillina è il peggio che si possa immaginare. Ma la rapida risposta negativa di Luigi Di Maio, che ha legato l’approvazione della riforma al ritiro della mozione di sfiducia contro Conte, obiettivamente irrinunciabile da parte della Lega, ha chiuso la partita e fatto morire in culla ogni ipotesi di intesa, volta magari ad andare alle urne con un Conte-bis.
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