La separazione da Gigi Buffon ha avuto l’effetto di uno tsunami e anche adesso che sono passati tre anni Alena Seredova fatica a parlarne. Ma al settimanale “Chi” confessa la sua rabbia di allora e come fosse all’oscuro di tutto quello che le stava accadendo attorno: «Lo scoprii proprio da “Chi”. Sono una che dice sempre la verità. Credo molto a quello che le persone mi dicono e, anche se non sono religiosa, se dico “sì” e giuro in chiesa penso che quel giuramento sia sacro. Ma non voglio che si arrivi sempre a parlare di questo». Eppure le sensazioni di quel giorno sono ancora vive: «È come se la casa avesse preso fuoco e il mio unico pensiero fosse quello di portare in salvo i miei bambini».Quello è stato l’inizio della fine per un rapporto nato nel 2005 e che sei anni dopo sembrava poter durare per sempre con il matrimonio a Praga. La Seredova è contenta che i figli siano arrivati prima delle nozze, ma se fosse dipeso da lei sarebbe successo anche prima: «È l’uomo che deve fare la proposta e il fatto che rimandasse significava che c’era un motivo. Ma ho resettato la memoria di quegli anni, perché tanto ripensare a certe cose non ha senso».

In questi tre anni l’ex modella céca ha sempre cercato di tenere Louis Thomas e David Lee, che oggi hanno 9 e 7 anni, lontani dalle polemiche e dalle copertine scandalistiche e lo ha fatto cosciente che quello doveva essere il suo primo obiettivo: «Sono riuscita a ragionare, a tenere duro per i miei bambini, ho la coscienza di aver fatto di tutto per farli stare bene e posso andare avanti a testa alta, ma non è stato facile. Ho preso una botta che mi ha dato l’adrenalina per reagire, ma poi ho pagato la stanchezza di dover nascondere ai figli il dolore che provavo per loro. Oggi sono una donna che ha i problemi di tutte le famiglie separate e, quando sento dire: “Andiamo tutti d’accordo” penso che sia una balla colossale».

La ferita quindi rimane aperta anche se la relazione con Alessandro Nasi è riuscita a farle ritrovare la voglia di vivere e il sorriso: «Sono una persona che si accende facilmente, è vero, ma per me è finito tutto lì. Allora ero una persona molto più nervosa di quello che sono oggi, perché forse, con il senno di poi, non stavo bene. Forse, per come sono fatta, non ammettevo che ci fosse qualcosa che non andava perché sarebbe diventato un problema per i nostri figli. Non si può negare che quella situazione abbia pesato su di loro e creato un trauma».