La vita religiosa rivive nel mondo moderno. Le organizzazioni spirituali si manifestano attivamente nella politica, nell’educazione, nella cultura, nella carità e persino nel fare impresa. Studiare le religioni nelle scuole, a lungo termine, dovrebbe aiutare a stabilire una comprensione reciproca, servire all’armonizzazione delle relazioni interpersonali e interculturali, specialmente tra i rappresentanti di varie visioni del mondo religiose e non religiose.
La scuola pubblica è progettata per formare una persona colta e istruita con una visione ampia, pertanto, l’insegnante deve:
§ esporre gli aspetti filosofici, sociologici, politici, culturali ed economici della religione come fenomeno sociale in modo conciso e affascinante;
§ in modo corretto e divertente, raccontare agli studenti il mondo delle religioni, sottolineando le diversità;
§ chiarire la storia dell’emergere delle religioni esistenti nel mondo, le circostanze della loro apparizione e diffusione;
§ far conoscere agli studenti i fondatori, i profeti più importanti, i riformatori e le figure eccezionali delle diverse religioni;
§ rivelare le caratteristiche dei vari insegnamenti (prima di tutto la loro componente etica), sottolineando la diversità degli approcci al problema della moralità umana;
§ descrivere varie tradizioni religiose, e come influenzano in modo significativo il modo di vivere delle persone;
§ cercare di infondere rispetto per luoghi e monumenti, insegnare metodi di studio e conservazione;
§ far conoscere agli studenti il ruolo delle religioni nella storia dei paesi del mondo;
§ mostrare chiaramente l’influenza della religione sulla natura dei gruppi etnici e sul loro destino storico;
§ in modo delicato, descrivere gli aspetti caratteristici della psicologia dei seguaci delle varie religioni, educando alla tolleranza e al rispetto reciproco;
§ proteggere i giovani dall’influenza distruttiva di sette e organizzazioni totalitarie che operano sotto slogan religiosi;
Semplicità e trasparenza su tutti gli argomenti, compresi quelli più complessi, astratti e filosofici. “Il mondo intero poggia sulla punta della lingua”. Di qui la necessità di ponderare il peso specifico delle parole. Se il pedagogo non è in grado di spiegare nulla in modo semplice, breve e intelligente, allora non ha compreso appieno l’essenza del problema.
Parlando del grande ruolo della religione, l’insegnante non dovrebbe “dipingere il quadro” eccessivamente, vale a dire escludere un approccio critico ai fenomeni tragici e ai fatti della storia. Eventi tipo guerre di religione, crociate, persecuzione di persone per credenze diverse o per mancanza di fede, ecc. sono spesso associati al desiderio delle persone di potere, arricchimento e distruzione dei loro simili. L’obiettivo fondamentale è invogliare gli studenti a ricercare un equilibrio tra scienza e spiritualità, relazioni umane e valore della vita.
La chiave del successo pedagogico è il riconoscimento del diritto di tutte le persone di esprimere le proprie convinzioni e opinioni.
Io per esempio sono fermamente e convinto, cattolico cristiano.
Arturo Di Mascio
