I presidenti degli Stati Uniti e dell’Iran, Donald Trump e Massoud Pezeshkian, hanno formalizzato attraverso una firma a distanza il protocollo d’intesa volto a porre fine alla crisi militare in Medio Oriente. L’atto formale è stato siglato da Trump presso la Reggia di Versailles, alla presenza del presidente francese Emmanuel Macron e del segretario di Stato americano Marco Rubio, per poi essere trasmesso per via diplomatica a Teheran, dove ha ricevuto la convalida del capo di Stato iraniano.

L’accordo stabilisce una prima tregua quadro e prevede che l’Iran si impegni a gestire e diluire le proprie riserve di uranio arricchito all’interno di un percorso negoziale vincolato a una successiva revoca delle sanzioni economiche e petrolifere da parte statunitense. Nonostante la ratifica a distanza abbia determinato la cancellazione della prevista cerimonia istituzionale in Svizzera, l’intesa ha già sortito i primi effetti sui mercati finanziari ed energetici globali, venendo definita dal presidente Pezeshkian un documento storico improntato al rispetto reciproco, mentre Trump ha respinto le critiche interne rivendicando la fermezza della linea negoziale adottata dalla Casa Bianca.

Le clausole del memorandum e la fragilità della tregua sul fronte libanese

I dettagli operativi dell’accordo quadro definiscono un percorso bilaterale di 60 giorni entro il quale le parti dovranno strutturare un meccanismo permanente di diluizione in loco dei materiali nucleari sotto la diretta supervisione dell’AIEA. In cambio della progressiva sospensione delle sanzioni sui carichi di idrocarburi, l’Iran è tenuto a garantire entro un termine massimo di 30 giorni la completa riapertura dello strategico Stretto di Hormuz; una tempistica che il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha auspicato possa tradursi in un ripristino immediato della libera navigazione commerciale. L’efficacia dell’accordo rimane tuttavia legata alla stabilizzazione del conflitto in Libano, formalmente incluso nel perimetro del memorandum.

Nonostante il segretario generale di Hezbollah, Naim Kassem, abbia espresso soddisfazione per l’inserimento del fronte libanese nelle tregue, l’area meridionale del Paese e in particolare la regione di Nabatiyeh sono state teatro di nuove incursioni aeree e attacchi condotti tramite un drone e artiglieria pesante da parte delle forze armate israeliane, configurando, secondo il ministero degli Esteri iraniano, una violazione dei patti di cui gli Stati Uniti dovranno farsi garanti internazionali.

Eliza Anton