L’Italia e l’Europa rimangono nella morsa di un’ondata di caldo record, con un progressivo incremento delle città contrassegnate dall’allerta massima. Secondo l’ultimo bollettino del ministero della Salute, i capoluoghi da bollino rosso salgono a quota 22 nella giornata di lunedì 29 giugno, per poi toccare le 25 unità martedì 30 giugno con l’inclusione di Cagliari, Catania e Trieste. Questo livello di emergenza comporta potenziali rischi sanitari non solo per i soggetti fragili, come anziani e bambini, ma anche per la popolazione sana e attiva. Di fronte alla persistenza dell’afa, la Società Italiana di Medicina di Emergenza-Urgenza (Simeu) ha segnalato la comparsa delle prime criticità nei Pronto soccorso, localizzate soprattutto nelle regioni del Nord. Strutture come l’ospedale Maria Vittoria di Torino si trovano a gestire flussi intensi ricorrendo a presidi straordinari, quali lenzuola bagnate e flebo refrigerate; pur confermando la tenuta complessiva del sistema di emergenza, i medici avvertono che il pericolo principale è legato alla durata prolungata della canicola.
Il fenomeno non risparmia il resto del Vecchio Continente, descritto dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) come il territorio che si sta riscaldando più rapidamente sul pianeta. Le temperature record in Europa, che hanno superato i 40°C in Francia, Germania, Repubblica Ceca, Polonia e Ungheria con scarti fino a 10-20°C rispetto alle medie storiche, hanno interessato oltre 191 milioni di persone. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha comunicato che dal 21 giugno si registrano già più di 1.300 decessi in eccesso riconducibili direttamente agli effetti della calura estrema.
La situazione meteorologica è tuttavia destinata a mutare radicalmente a partire da mercoledì 1 luglio, a causa della discesa di un fronte perturbato dal Nord Europa. Gli esperti, tra cui l’igienista Fabrizio Pregliasco, invitano a non sottovalutare i rischi connessi a questa transizione: lo scontro termico tra l’aria fresca in quota e il bacino caldo-umido del Mediterraneo genererà temporali violenti e grandinate, associati a forti raffiche di vento (downburst). Questo passaggio repentino colpirà inizialmente il Nord per poi estendersi alle regioni centro-meridionali, configurando una fase di maltempo acuto dovuta agli effetti del cambiamento climatico, prima di un probabile e successivo ritorno dell’anticiclone subtropicale africano.
Eliza Anton
