La vacanza (dal latino vacare, essere vuoto, libero) ci rimanda l’idea di un vuoto piacevolissimo, un vuoto che è libertà. Giorni vuoti dal lavoro, dallo studio, dai vari impegni quotidiani, in cui i ritmi possono rallentare, in cui si può dormire di più e fare ciò che ci pare. Allontanarsi dagli schemi della routine aiuta a scucirsi di dosso il ruolo e a scoprirsi persone diverse, riuscendo a rispolverare e a tirar fuori dall’armadio quella parte di sé più frizzante, temeraria, coraggiosa e gioiosa. Allora si diventa più propensi a osare, a farsi conoscere, a buttarsi in una situazione per provare il brivido di un momento, senza pensare, almeno per un attimo, alle conseguenze. La biologia degli amori estivi dice che in vacanza è più facile innamorarsi perché alcune molecole ci rendono particolarmente ricettivi a far scoccare scintille di passione. Ma è essenziale predisporsi in maniera positiva rispetto a un possibile incontro, senza farsi prendere dall’ansia di dover a tutti i costi incontrare il partner della propria vita. Che gli amori estivi abbiano spesso un equilibrio precario, legato alla magia dei luoghi e delle suggestioni dell’estate, è ben noto a tutti. Alcuni nascono come semplice avventura, senza nessuna pretesa di durare in futuro, altri si interrompono a poche settimane dal rientro nella routine di sempre, la maggior parte si spegne a qualche mese di distanza, quando finiscono l’incanto e l’entusiasmo iniziale e si diventa più esigenti nella relazione. Il risultato finale, in tutti i casi, è quasi sempre lo stesso: c’è qualcuno che, a causa dell’amore estivo, si ritrova a soffrire, a vivere una condizione di malessere fisico e psicologico, che a volte diventa davvero difficile da superare. Depressione, ansia, irritabilità, mancanza di appetito, difficoltà di concentrazione, incapacità a trovare nuovi stimoli, sono i malesseri più frequentemente riscontrati. In alcuni casi si riesce a continuare il rapporto, anche a distanza, soprattutto ora che trasporti e mezzi di comunicazione sono molto più veloci, ma in tutti i casi quella magia della vacanza svanisce. Ad ogni modo, sia che si riveli solo un’avventura sia che la storia continui, è importante ricordarsi che spensieratezza con leggerezza non vanno sempre d’accordo, per questa ragione è bene mettere in valigia, oltre a solari, costumi e occhiali da sole, la giusta contraccezione, proprio per evitare gravidanze indesiderate e il contagio di malattie sessualmente trasmissibili. Lo sapevi che… Almeno per quanto riguarda la contraccezione, le italiane sembramo dimenticare troppo spesso i fondamentali per risparmiarsi malattie sessuali e gravidanze indesiderate. Un dato che va di pari passo con la diffidenza diffusa rispetto agli estro-progestinici, usati dal 16,2% delle italiane rispetto al 21,4% delle donne europee e all’impennata di metodi d’emergenza (vedi pillola del giorno dopo e dei cinque giorni dopo), registrata puntualmente ogni estate da pronto soccorso e consultori. Travelsex, un opuscolo distribuito dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (Sigo) con il patrocinio del Coni e scaricabile gratuitamente dal web, può essere unprezioso compagno di viaggio durante la vacanza. Ciò che stupisce è che, analizzando un pubblico compreso tra i 18 ed i 55 anni, sono i maschi italiani a soffrire di più il distacco e la lontananza della loro fuggevole metà incontrata in vacanza. –
Redazione da diregiovani.it
