Il medico aveva diagnosticato una banale otite, ma a soli 7 anni il piccolo Francesco Bonifazi, di Cagli, è morto a causa delle conseguenze delle cure somministrategli dai genitori, che hanno deciso di curarlo con l’omeopatia. Daniele Paci, il pubblico ministero della Procura di Ancona, durante l’udienza preliminare del processo con rito abbreviato qualche giorno fa, ha chiesto una condanna a tre mesi per i genitori del bambino. Il giudice ha rinviato l’udienza al 6 giungo 2019, data in cui esaminerà nuovamente non solo la posizione dei familiari del bimbo ma anche quella del medico Massimiliano Mecozzi che lo aveva in cura.
Indagato il medico
Francesco morì il 27 maggio 2017, all’ospedale Salesi, dove era giunto in condizioni ormai critiche il 23 maggo. Il bambino presentava una grave otite batterica bilaterale, e il medico specializzato in omeopatia, consigliò di sostituire la terapia antibiotica con una cura omeopatica.
La difesa dei genitori, con l’avvocato Federico Gori, sostiene che i genitori si affidarono al medico, esperto, che invece avrebbe dovuto percepire la progressione dell’otite, degenerata in encefalite, e consigliare altre terapie. Ma l’avvocato Fabio Palazzo, legale di Mecozzi, ha escluso la responsabilità del medico.
Addirittura il piccolo, quando è stato portato d’urgenza dal 118, l’omeopata ha riferito ai soccorritori che non c’era alcun bisogno del ricovero, e lo stesso medico del 118 ha dovuto affrontare la resistenza della madre, che voleva seguire le indicazioni dell’omeopata tanto da non fargli dare la Tachipirina per la febbre forte del bimbo già in stato di semi incoscienza. Una volta vinta la resistenza dei genitori, purtroppo era troppo tardi e gli antibiotici non hanno funzionato.
Alberto Calistri
