Il ruolo logistico dell’Italia nello scacchiere mediorientale è al centro di un acceso dibattito politico in seguito alle rivelazioni sull‘operazione ‘Epic Fury’ contro l’Iran. Il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha dichiarato in un’intervista a Fox News che 500 caccia Usa hanno utilizzato basi in Italia per prendere parte all’offensiva militare. Nel commentare la delusione espressa dal presidente statunitense Donald Trump nei confronti dell’Alleanza Atlantica, Rutte ha minimizzato le critiche definendole riferite a casi isolati e ha sottolineato come, al contrario, vi sia stata una risposta compatta in cui i diversi membri della coalizione hanno messo progressivamente a disposizione i propri territori per supportare le attività belliche di Washington.
Le dichiarazioni del vertice della Nato hanno scatenato l’immediata reazione delle opposizioni, con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte che ha lanciato un duro affondo contro l’esecutivo, parlando del crollo delle versioni ufficiali sostenute finora. Secondo l’esponente pentastellato, il transito dei velivoli dimostra il coinvolgimento del Paese in una guerra illegittima in Iran, un conflitto nel quale il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe trascinato l’amministrazione Trump con gravi ripercussioni sull’economia italiana. Contestando la linea di neutralità espressa in precedenza dalla presidente del Consiglio, sintetizzabile nella formula del non condannare né condividere, Conte ha criticato l’intera gestione della politica estera italiana, citando una serie di concessioni strategiche ed economiche che andrebbero dall’assenso all’innalzamento delle spese militari al 5% del Pil agli accordi sui dazi, fino agli acquisti garantiti di gas americano e alle agevolazioni fiscali per i colossi del web. Il leader del M5s ha concluso chiedendo che la premier Meloni venga a fornire chiarimenti al Parlamento per riferire dettagliatamente sulla vicenda a tutte le istituzioni e ai cittadini.
Eliza Anton
