THE HAGUE, NETHERLANDS – JULY 23: View of the International Criminal Court as Dutch prosecuters consider a war crimes investigation of the Malaysia Airlines crash July 23, 2014 in The Hague, The Netherlands. Malaysia Airlines flight MH17 was travelling from Amsterdam to Kuala Lumpur when it crashed killing all 298 on board including 80 children. The aircraft was allegedly shot down by a missile and investigations continue over the perpetrators of the attack. (Photo by Michel Porro/Getty Images) Generated by IJG JPEG Library

ispionline.it – È uno scontro senza esclusione di colpi quello tra Donald Trump e la Corte Penale Internazionale (CPI), che il presidente Usa ha sanzionato per “azioni illegittime e infondate” contro gli Stati Uniti e Israele. L’ordine esecutivo nei confronti dell’organismo conferisce al presidente il potere di congelare beni e negare l’ingresso negli Usa agli esponenti della CPI ritenuti coinvolti in iniziative contro cittadini statunitensi o di paesi alleati. L’ordine firmato da Trump accusa i giudici dell’Aia di aver intrapreso “azioni illegittime e infondate contro l’America e il nostro stretto alleato Israele” e di aver abusato del suo potere emettendo “mandati di arresto infondati” contro Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant, sospettati di presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza. “La CPI non ha giurisdizione sugli Stati Uniti o su Israele” afferma l’ordinanza, aggiungendo che la corte ha creato un “precedente pericoloso” con le sue azioni contro entrambi i paesi, nessuno dei quali è firmatario dello Statuto di Roma. Poche ore dopo la corte ha condannato la decisione che, ha detto, “è volta a danneggiare il lavoro giudiziario indipendente e imparziale” e si è impegnata a continuare i suoi sforzi per “fornire giustizia e speranza a milioni di vittime innocenti di atrocità in tutto il mondo”.

Cpi: di nuovo nel mirino?

Non è la prima volta che Trump attacca la CPI. Nel 2020, durante il suo primo mandato alla Casa Bianca, aveva imposto divieti di viaggio e il congelamento dei beni all’ex procuratrice della corte, Fatou Bensouda, in seguito alle sue inchieste sui crimini di guerra in Afghanistan e nei territori palestinesi occupati. All’epoca, Bensouda stava conducendo un’indagine preliminare sulle accuse di crimini commessi dai soldati Usa in Afghanistan e dalle forze armate israeliane e da Hamas in Cisgiordania e a Gaza. L’ordinanza firmata oggi da Trump suggerisce che, al pari di quanto fatto cinque anni fa, nei prossimi giorni gli Stati Uniti prenderanno di mira specifici esponenti della corte, anche se al momento non è chiaro chi. La mossa di Trump arriva pochi giorni dopo il suo incontro con Netanyahu, primo capo di governo straniero accolto alla Casa Bianca, che plaude alla sua mossa. “Grazie, Presidente Trump, per il tuo audace ordine esecutivo sulla CPI – ha scritto il premier su X – Difenderà l’America e Israele dalla corrotta corte antiamericana e antisemita che non ha giurisdizione o base legale per impegnarsi in azioni contro di noi”. Di parere opposto Charlie Hogle, avvocato dell’American Civil Liberties Union secondo cui “l’ordine esecutivo del presidente Trump renderà più difficile trovare giustizia per le vittime di violazioni dei diritti umani che si rivolgono alla corte penale internazionale quando non hanno nessun altro posto dove andare”.

Redazione