Durante un comizio il vicepremier ha parlato del desiderio di tornare all’uso dei grembiuli nelle scuole per evitare discriminazioni tra i bambini. Ma l’Associazione nazionale presidi puntualizza: «Abbiamo altre priorità»
Insomma, la scuola ha «altre priorità». Eppure, come aggiunge il presidente di Anp, finora su questo fronte il governo non ha fatto nulla, o quanto meno «non è arrivata alcuna segnalazione in tal senso dalle scuole». Salvini aveva intuito che le sue parole avrebbero suscitato polemiche, sebbene di senso diverso. «Qualcuno», ha detto il vicepremier sul palco di San Giuliano Terme, «griderà allo scandalo ed evocherà il Duce, ma un paese migliore si costruisce anche con ordine e disciplina. È soprattutto sui bambini che dobbiamo investire in educazione per non avere ragazzi che a vent’anni sono solo dei casinisti».
Non è la prima volta che il leader leghista tocca l’argomento: si era già espresso a favore dei grembiuli alle scuole elementari a inizio anno. A gennaio, anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti aveva toccato l’argomento: «Uniforma lo status dei bambini ed evita di sporcarsi. Si può scegliere, non è un obbligo. Alle scuole medie? Molti istituti all’estero ce l’hanno, dà un senso di appartenenza all’istituto».
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