Delle bugie buone o cattive, cortesi o pietose che siano non possiamo fare a meno. Mentire è umano? No. anche Le femmine di scimmia, per esempio , approfittano dell’assenza del loro compagno “ufficiale” per accoppiarsi con un altro maschio. E i gregari, cioè i membri non dominanti del gruppo, nascondono le banane al capobranco, per poterle mangiare in pace anziché consegnargliele. Tra gli uomini, però, le cose si complicano. Tutti dicono bugie, chi più chi meno; la bugia più grande è sostenere di dire sempre la verità! Le bugie possono avere motivazioni differenti: a volte si mente per dissimulare i nostri veri sentimenti, a volte per non urtare la sensibilità degli altri.
Non a caso fin dall’infanzia ci viene insegnato che non tutte le verità possono essere dette ad alta voce, e neanche ‘sempre, tutte, a tutti’. Si inizia a mentire all’età di 3 anni, e si dicono 4-5 le bugie al giorno. il bambino prima giudica la bugia come riprovevole in ogni situazione per paura della punizione conseguente; ma questo timore reverenziale non dura a lungo; i bambini scoprono presto che possono passarla liscia, almeno qualche volta. A dieci anni, ma a volte anche prima, i bambini non considerano sempre sbagliato mentire. Insomma, dobbiamo riconoscere che nel nostro sistema sociale la verità è sì un valore, ma solo a livello teorico.
In Cina raccontare la verità è considerato un comportamento stupido, perché significa scoprirsi, un po’ come andare in giro nudi può costituire un’infrazione a regole sociali condivise. E non serve scomodare l’Oriente. Anche senza fare tanta strada, nella cultura mafiosa – se di cultura si può parlare – l’omertà è un comportamento legittimo, socialmente approvato e incoraggiato. La bugia non funziona solo a livello del singolo individuo. Intere famiglie, gruppi o sistemi sociali mettono in atto meccanismi di selezione delle informazioni, ignorando quelle potenzialmente destabilizzanti. La bugia non è mai fine a se stessa, ma è un comportamento strategico. Se non isolata si innesca un circolo perverso dal quale non è più possibile uscire: menzogne sempre più grandi e gravi, usate per coprire le precedenti E prima o poi si finisce con l’essere scoperti.
A meno che non si abbia a che fare con persone che “vogliono” credere alle menzogne E’ grazie a questa “lacuna” della coscienza che sopravvivono le bugie vitali: realtà negate, o alterate nel loro significato in cambio del sollievo dall’ansia e dallo stress. Ma c’è un prezzo da pagare per tutto questo: la mancanza di consapevolezza. Se dunque una modica quantità di illusione può essere benefica, è altrettanto vero che ignorare i problemi ci impedisce di risolverli. Perché non possiamo cambiare ciò che non vediamo.
G.R.
