La morte psicogenica non ha nulla a che vedere con quella che in gergo si definisce la ‘sindrome del cuore spezzato’, cioè quando avviene un disturbo cardiologico per elevato stress traumatico. La morte psicogenica è qualcosa di molto più complesso e lungo, e ha a che fare con una delle componenti più importanti che guidano le nostre azioni: la motivazione.

Infatti questo tipo di morte non deriva da una malattia, o da un disturbo specifico, o da una sindrome come può essere quella coronarica acuta. Si tratta, come dice uno studio pubblicato su Science Direct, di uno stato che mette fortemente in relazione le forze mentali e fisiche. D’altronde altri studi hanno confermato come il pessimismo o l’ottimismo possano influire sulla durata e sull’incidenza di diverse patologie.

La morte psicogenica arriva dopo l’attraversamento di 4 fasi distinte, che sono state descritte dai ricercatori in modo esasustivo. A monte di tutte queste fasi c’è l’apatia estrema della persona, che vive gli ultimi giorni della sua vita senza voglia di vivere o di lottare, senza speranze né ottimismo. Accade solitamente dopo un grande shock che porta la persona a convincersi di non avere più alcuna certezza, con la morte come sola opzione possibile.

Non c’è alcun collegamento con la depressione, disturbo che porta ad avere momenti di acuta pesantezza misti ad altri di insperato ottimismo. Raramente la morte psicogenica viene interrotta da suicidio, perché è un processo soprattutto inconscio che si stabilisce nella corteccia cingolata anteriore del cervello.

Stadio 1 – Isolamento sociale

Dopo lo shock la persona si ritira in sé stessa e perde la voglia di reagire, con un’estrema passività e una totale indifferenza a qualsiasi emozione.

Stadio 2 – Apatia

Chi arriva a questo punto non ha interesse a combattere per la propria vita e non fa alcuno sforzo per tirare avanti. Le persone apatiche in tal senso non si lavano, non si alzano dal letto, si demoralizzano al primo istante.

Stadio 3 – Abulia

La mancanza di motivazione è massima: impossibile prendere alcuna decisione o iniziativa. Non ci sono pensieri, la coscienza si perde e anche la cognizione della propria fisicità va a mancare.

Stadio 4 – Acinesia psichica

La persona è talmente apatica da non reagire al dolore o ad alcuno stimolo. Ciò che accade attorno al suo corpo non importa in alcun modo, motivo per il quale si arriva a un grado di incontinenza e di abbandono totale.

La morte psicogenica sopraggiunge 3-4 giorni dopo il 4° stadio. Tutto questo processo può essere interrotto, potenzialmente, in qualsiasi momento. Serve un intervento esterno, delle persone care, che riescano a stimolare con pazienza la motivazione residua soprattutto nei primi stadi. Parlare alla persona può essere utile, e pure spiegare cosa sta accadendo. Preparare cibi, bevande preferite, leggere libri, raccontare delle passioni, ascoltare musica: tutto quello che può rilasciare dopamina è benvenuto, a patto che poi la persona venga seguita anche dopo un’eventuale ripresa.

fonte yahoo.it