Nella notte tra il 28 e il 29 maggio 2026, si è registrato un grave incidente internazionale al confine tra Ucraina e Romania, paese membro della Nato e dell’Unione Europea. Nel quadro di una serie di attacchi russi contro obiettivi civili e infrastrutturali ucraini a ridosso del confine fluviale, un drone russo è entrato nello spazio aereo rumeno, schiantandosi sul tetto di un condominio nella parte meridionale della città di Galati e provocando un incendio.

L’esplosione dell’intero carico del velivolo ha causato il ferimento leggero di due civili. L’episodio ha innescato un’immediata reazione di emergenza e militare, con il decollo di due caccia F-16 dalla base di Fetesti per monitorare la minaccia.

Sul piano diplomatico, il ministero degli Esteri rumeno, guidato da Oana Toiu, ha espresso una ferma condanna per quella che ha definito un’escalation irresponsabile, provvedendo a convocare l’ambasciatore russo. Contestualmente, il presidente rumeno Nicusor Dan ha annunciato l’espulsione del console generale russo a Costanza, Andrei Kosilin, dichiarandolo persona non grata, e la conseguente chiusura della sede consolare sul Mar Nero.

Da Mosca, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha preannunciato repentine ritorsioni speculari contro la presenza diplomatica rumena in Russia.


Le reazioni internazionali e l’annuncio di nuove sanzioni europee

L’evento ha sollevato un’ondata di ferme condanne da parte dei vertici delle istituzioni internazionali e dei leader occidentali. Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, nel corso di un colloquio telefonico con il presidente Dan, ha garantito l’assoluta solidarietà dell’Alleanza Atlantica, ribadendo la prontezza a difendere ogni centimetro del territorio alleato e la volontà di potenziare i sistemi di difesa anti-drone al confine orientale.

Una linea di fermezza condivisa dagli Stati Uniti tramite il proprio ambasciatore presso la Nato, Matthew Whitaker.

Sul versante dell’Unione Europea, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha dichiarato che l’aggressione di Mosca ha oltrepassato una nuova linea colpendo un’area popolata in territorio comunitario, annunciando la preparazione del 21esimo pacchetto di sanzioni contro la Federazione Russa per aumentare la pressione economica sul Cremlino; una posizione pienamente sostenuta anche dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.


I commenti dei governi di Italia, Francia, Ucraina e le minacce di Mosca

Anche i partner europei hanno manifestato vicinanza a Bucarest: in Italia, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’accaduto un atto gravissimo che mette a rischio l’intera architettura di sicurezza europea, mentre il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha espresso la più ferma condanna parlando di una pericolosa escalation non tollerabile e riaffermando l’incrollabile coesione della Nato.

Analoghe dichiarazioni di censura sono giunte dal ministro degli Esteri francese Jean-Noel Barrot.

Da Kiev, il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha, ha evidenziato come l’incursione dimostri che la minaccia russa investe ormai l’intera Europa, esortando gli alleati a potenziare la difesa aerea della regione.

Di contro, dal fronte russo sono giunte pesanti dichiarazioni bellicose da parte del vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitri Medvedev; l’esponente russo ha minimizzato l’incidente di Galati definendo i leader europei “euro-impotenti” e ha lanciato una minaccia diretta ai cittadini dell’UE, avvertendoli che, data la partecipazione diretta delle nazioni europee al conflitto contro la Russia, non dovranno più aspettarsi notti tranquille.

Eliza Anton