Il prolungarsi del conflitto continua a registrare un’intensa escalation militare e diplomatica. Nelle ultime ore, un massiccio attacco di droni si è abbattuto sulla regione di Mosca: secondo quanto riferito dal sindaco Sergey Sobyanin, circa 620 velivoli non pilotati sono stati lanciati verso l’area metropolitana, delle centinaia di droni lanciati, 180 sono stati abbattuti dalle difese aeree. Il governatore regionale Andrei Vorobyov ha confermato che il bilancio provvisorio dell’incursione conta tre feriti, tra cui un bambino di 10 anni.

Sul fronte diplomatico, l’episodio ha scatenato la dura reazione del Cremlino nei confronti del governo britannico. La Russia ha avvertito il Regno Unito di imminenti e inevitabili conseguenze, in seguito alle rivelazioni della testata Sunday Times secondo cui l’Ucraina avrebbe impiegato droni di fabbricazione britannica per colpire installazioni militari e industriali in territorio russo. Tra i produttori coinvolti figurerebbe una controllata del colosso della difesa BAE Systems. In una nota ufficiale, l’ambasciata russa a Londra ha formalmente accusato il Regno Unito di essere complice e responsabile diretto di una deliberata escalation, evidenziando che un maggior coinvolgimento britannico comportarà un prezzo proporzionalmente più alto per Londra.

Nonostante le minacce di Mosca, la strategia di Kiev non accenna a cambiare. Il presidente Volodymyr Zelensky ha annunciato che le forze armate ucraine proseguiranno gli attacchi a lungo raggio nella retrovia russa anche per tutto il mese di settembre. A seguito di un vertice con i comandi militari, Zelensky ha ribadito via Telegram la validità della strategia, pensata per indebolire la macchina bellica ed economica avversaria. Nelle ultime settimane, le incursioni ucraine si sono concentrate su basi navali, infrastrutture petrolifere e del gas situate a centinaia di chilometri dalla linea del fronte, oltre a snodi logistici come i magazzini della piattaforma e-commerce Wildberries.

Sullo sfondo delle operazioni militari resta il drammatico bilancio delle vittime civili. Sul territorio russo si registrano sei morti a Belgorod per un attacco missilistico e sette vittime nell’area di Mosca e nel sud del Paese. Dati delle autorità russe indicano oltre 201 civili deceduti a luglio, mentre nei territori amministrati da Kiev le Nazioni Unite hanno censito almeno 437 vittime civili nello stesso mese. Infine, le stime del gruppo indipendente Conflict Intelligence Team quantificano in circa 634 i civili uccisi complessivamente a luglio tra i due Paesi, evidenziando che quasi un terzo delle perdite totali è stato rilevato all’interno del territorio russo o nelle zone ucraine sotto il controllo delle forze di Mosca.

Eliza Anton