Non c’è seguito all’accordo raggiunto questa mattina tra Italia e Malta sul trasferimento dei migranti. Il Viminale ha fatto sapere che la barca Alex, dell’Ong Mediterranea, si è rifiutata di raggiungere il porto de La Valletta, condizione necessaria per far sbarcare i migranti. “Il rifiuto a entrare in porto, assoggettandosi quindi ai controlli e alla legge maltese, è considerato dal Viminale una provocazione assurda e una scorciatoia per dribblare le norme di un altro Paese membro dell’Unione europea”.

Per il Viminale “Mediterranea pone una serie di condizioni che appaiono finalizzate a sottrarsi a qualsiasi forma di controllo anziché a salvaguardare le persone a bordo. Questa impressione è rafforzata dalla espressa richiesta di essere sottratta a qualsiasi ‘azione coercitiva’ da parte di Malta o Italia, prefigurando una sorta di impunità“.

A Lampedusa i 13 migranti “vulnerabili”

Sono giunti a Lampedusa e sono già stati visitati nel Poliambulatorio dell’isola i 13 migranti (sei donne, quattro neonati, un minore non accompagnato e due uomini), evacuati a causa delle preoccupanti condizioni di salute dalla barca a vela Alex. I naufraghi sono stati trasferiti in porto con una motovedetta della Guardia Costiera e immediatamente curati.

Accordo Italia-Malta

Intanto tra Italia e Malta si è trovato un accordo per il recupero dei 54 migranti ancora a bordo di Alex, ferma davanti a Lampedusa. Secondo il patto, ci sarebbe uno scambio di naufraghi: La Valletta si dice disponibile ad accogliere le persone a bordo della nave della Mediterranea mentre Roma ne riceverà altrettanti da Malta per lasciare invariata la pressione dell’accoglienza sull’isola.

Linea dura di Salvini

Tutto questo mentre continua la linea dura con le ong da parte del vicepremier leghista Matteo Salvini che garantisce: “In Italia non arrivano” e definisce Mediterranea Saving humans “un’ong capricciosa”. L’equipaggio, infatti, ha segnalato malati di scabbia e mancanza d’acqua a bordo, sostenendo di non poter raggiungere La Valletta: “chiediamo che si muovano le motovedette della guardia costiera italiana o maltese effettuino un trasbordo”, ha scritto su Twitter Alessandro Metz, armatore sociale di Mediterranea. “Questi mezzi sono attrezzati, mentre la Alex non lo è – ha precisato -. Noi eravamo in missione di monitoraggio quando ci siamo trovati ad affrontare il salvataggio, un obbligo di legge”.

Prima del rifiuto di raggiungere La Valletta fonti del Viminale avevano confermato “massima collaborazione” all’ong solo se Alex si fosse diretta verso Malta per sottoporsi alle normali e doverose verifiche di legge. “Siamo sicuri che, avendo a cuore le condizioni delle persone trasportate e non essendoci nulla da nascondere, la ong accetterà questa soluzione” avevano fatto sapere dal ministero.

Porti chiusi per la Sea Eye con 65 migranti a bordo

In mattinata si è verificato un altro salvataggio in mare: una nave della Sea Eye ha soccorso e recuperato 65 persone in difficoltà al largo delle coste libiche, e ora attende una risposta da Malta, Roma e Tripoli per la loro presa in carico.

Qui la posizione è chiara, con il ministero dell’Interno italiano che ha vietato l’ingresso a ogni porto italiano. La nave potrà fare rotta verso la Tunisia o verso la Germania. In questo caso, ricordano fonti del Viminale, la posizione del governo italiano è perfettamente coincidente con quella di Malta: “due Paesi che stanno subendo, ormai da anni, l’indifferenza e l’incapacità dell’Unione europea”.

Matteo Salvini ha scritto al suo omologo tedesco Horst Seehofer esortando un intervento di Berlino: “E’ necessario e urgente che la Germania intervenga nei confronti della nave Alan Kurdi e del suo comandante affinché sia assicurato alle persone a bordo il rapido sbarco in apposito luogo”.

(da Primo Piano Yahoo News) Redazione