E’ stata scoperta una “coppia” di stelle con un doppio sistema planetario. Si tratta di due stelle “legate” insieme e entrambe accompagnata da pianetscovate dai ricercatori del progetto Gaps, ovvero Global Architecture of Planetary Systems, guidati da Silvano Desidera dell’Istituto Nazionale di Astrofisica di Padova.)NELL’IMMAGINE SU) <Rappresentazione artistica del sistema binario XO-2 dovesi vede in primo piano uno dei due giganti gassosi orbitanti attorno a XO-2S e il secondo pianeta che le transita davanti; l’oggetto luminoso in alto a destra rappresenta la compagna XO-2N con il suo pianeta transitante (il puntino nero). Crediti: adattamento dell’immagine ESO / L. Calçada – See more at: http://www.diregiovani.it/rubriche/scientificamente/32149-scoperti-due-nuovi-pianeti-extrasolari-inaf.dg#sthash.bmoWRZ68.dpuf>
La scoperta è stata realizzata grazie al “cacciatore” di pianeti Harps-N, un sensibile strumento installato al Telescopio Nazionale Galileo. Analizzando i dati provenienti dal sistema binario denominato XO-2, i ricercatori italiani hanno individuato la presenza di pianeti attorno a entrambe le stelle. La presenza di un pianeta grande circa la metà di Giove attorno a una delle due stelle era già nota dal 2007 ma le nuove osservazioni hanno permesso di vedere ben due pianeti, simili per dimensione a Giove e Saturno, anche attorno alla stella compagna. Al di là dei due nuovi oggetti, ciò che rende eccezionale questo sistema è che si tratta in assoluto del primo sistema binario noto nel quale entrambe le stelle hanno un proprio sistema planetario.
Questo grandioso spettacolo celeste ci è stato svelato da un team internazionale di astronomi nell’ambito del progetto Global Architecture of Planetary Systems (GAPS), guidato da Silvano Desidera dell’Osservatorio Astronomico di Padova dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf). Sfruttando lo strumento HARPS-N installato al Telescopio Nazionale Galileo alle Canarie, Silvano Desidera e colleghi hanno infatti scoperto due pianeti intorno a una delle due stelle, denominata XO-2S.
Le ultime scoperte nell’ambito dei pianeti extrasolari indicano una sorprendente varietà nelle caratteristiche e nell’architettura dei sistemi planetari. Questa varietà dipende dalle proprietà della stella che ospita i pianeti, dalle caratteristiche del disco circumstellare in cui si forma il sistema e dagli effetti dell’ambiente nei quali le stelle e i loro pianeti evolvono.
Lo studio dei sistemi composti da due stelle con caratteristiche simili e che orbitano a grande distanza una dall’altra attorno al loro comune baricentro, detti sistemi binari larghi, aiuta a capire meglio quali sono i fattori che entrano in gioco nella formazione ed evoluzione dei pianeti, dato che la composizione chimica, l’età e l’ambiente in cui si formano sono sostanzialmente uguali per le due componenti.
I sistemi binari sono inoltre laboratori unici per capire l’evoluzione dinamica dei sistemi planetari dato che, a causa delle interazioni mareali con la nostra Galassia e col passaggio ravvicinato di altre stelle, gli elementi orbitali di questi sistemi cambiano nel corso del tempo.
Attorno alla stella XO-2S, la stella più a sud del sistema binario largo, denominato XO-2, sono stati individuati due nuovi pianeti da un gruppo di astronomi del programma GAPS – Global Architecture of Planetary Systems guidato da Silvano Desidera dell’INAF di Padova.
GAPS è il programma di osservazione INAF per la ricerca e caratterizzazione dei sistemi planetari grazie allo spettrografo HARPS-N, il cacciatore di pianeti extrasolari dell’emisfero boreale montato al Telescopio Nazionale Galileo (TNG) nelle Isole Canarie.
Le misure di velocità radiale indicano la presenza di un nuovo sistema planetario attorno a XO-2S, costituito da un pianeta un po’ più massiccio di Giove a 0,48 unità astronomiche (quindi metà della distanza Terra-Sole) e da un pianeta della massa comparabile a quella di Saturno a 0,13 unità astronomiche. Entrambe le orbite planetarie sono moderatamente eccentriche ma dinamicamente stabili.
Al di là dei due nuovi oggetti, ciò che rende eccezionale questo sistema è che è in assoluto il primo sistema binario noto nel quale entrambe le componenti stellari hanno un proprio sistema planetario. “In un sistema binario largo la probabilità di trovare un sistema planetario attorno a una delle componenti è praticamente uguale alla probabilità di trovare un sistema planetario attorno a una stella singola. Ci si aspettava dunque di trovare un risultato di questo tipo, solo che non erano quasi mai stati fatti tentativi sistematici in passato, dato che alcune survey escludevano le binarie e in altri casi veniva considerata una sola delle componenti”, afferma Alessandro Sozzetti dell’INAF di Torino e P.I. della proposta osservativa.
La scoperta è stata compiuta grazie ad un monitoraggio di velocità radiali effettuato in modo intensivo su XO-2S con HARPS-N al TNG, avviato oltre un anno fa. Quando gli studiosi hanno cominciato a sospettare la presenza di pianeti attorno alla stella, è partito anche un programma di osservazioni fotometriche di supporto a quelle spettroscopiche. I dati raccolti alla stazione osservativa “M. G. Fracastoro” di Serra la Nave dell’INAF di Catania e soprattutto all’Osservatorio Astronomico della Regione Autonoma Valle d’Aosta, centro di ricerca regionale associato all’INAF, hanno permesso di escludere che il segnale fosse imputabile a fenomeni dovuti alla stella. Ulteriori indicazioni in tal senso sono venute anche dall’analisi di dati del sistema XO-2 presi nel 2011 alla stazione osservativa di Asiago dell’INAF di Padova.

