Corsa al Quirinale, Berlusconi sfida Draghi: la strategia

Corsa al Quirinale, Berlusconi sfida Draghi: la strategia

QUI FINANZA – Chi lo conosce bene sa che per Silvio Berlusconi la corsa al Quirinale non è mai stata una suggestione. In questi mesi, insieme ai suoi fedelissimi, ha lavorato sottotraccia per mettere a punto la strategia che nelle sue intenzioni dovrebbe portarlo al Colle. Fino ad oggi, il Cavaliere non ha scoperto le carte – almeno ufficialmente – ma ieri è arrivato il primo messaggio a Draghi con il quale l’ex Presidente del Consiglio ha aperto la “sfida”.

Quirinale, Berlusconi sfida Draghi

Nelle scorse ore, il Cavaliere aveva chiamato i parlamentari per annunciare che oggi, martedì 11 gennaio, sarà a Roma, a Villa Grande, per seguire da vicino sviluppi sul Quirinale. Nelle conversazioni sembra pessimista – viene riferito – circa la possibilità che Mario Draghi possa essere eletto presidente della Repubblica: “Molti non sembrano intenzionati a votarlo perché la sua elezione si tradurrebbe inevitabilmente in elezioni anticipate”. A tutti il leader azzurro ribadisce che “FI non si sente vincolata a sostenere alcun governo senza Draghi a Palazzo Chigi, e, nel caso, uscirebbe dalla maggioranza”. TradottoDraghi resti dov’è oppure per Forza Italia lo scenario più probabile è quello di elezioni anticipate.

Furia Letta

“Penso che Berlusconi smentirà quelle parole, che sono di detti e detti riportati – interviene subito il segretario del Pd, Enrico Letta, in una intervista video su “Metropolis”, in diretta sui siti di tutte le testate del Gruppo Gedi -. Se fossero state dette veramente sarebbero molto gravi, sono sicuro che verranno smentite. La tempistica è sbagliata, profondamente”.

Mattarella, ipotesi bis non tramonta

Intanto, si avvicina il 24 gennaio, giorno in cui si terrà il primo voto per il prossimo Presidente della Repubblica. Mattarella ha più volte chiuso alla possibilità di un secondo mandato, eppure il suo nome continua ad essere tra i più gettonati. Con l’emergenza ancora in corso, aumenta infatti il pressing di quanti vorrebbero confermato l’asse Mattarella al Colle e Draghi a Palazzo Chigi così da evitare lo scossone politico in una fase ancora delicata per il Paese. L’altro nome caldissimo e gettonatissimo è ovviamente quello di Mario Draghi che non conferma. Né smentisce.

Da Cartabia a Casellati: una donna al Quirinale?

Allo stato attuale sembrano invece rientrare più nella suggestione che nelle possibilità concrete le candidature al femminile: dall’attuale Presidente del Senato, Elisabetta Alberti Casellati, seconda carica dello Stato, a Marta Cartabia, Guardasigilli, passando per l’ex ministro Paola Severino.

La partita degli outsider

Nemmeno da escludere che alla fine, potrebbe spuntarla un outsider. In lizza, Pierferdinando Casini. Ufficialmente fuori dagli schemi politici, per quanto identificato nel centrodestra, Gianni Letta – considerato da molti un alter ego di  Berlusconi: molto meno divisivo potrebbe trovare un più ampio consenso.

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