Oggi abbiamo incontrato per voi IGOR Nogarotto, l’artefice del progetto  “Italia Vaffanculo”, che ha scritto, cantato ed interpretato nel videoclip
D – Allora Igor, un messaggio sicuramente forte, di grande impatto: come nascono le tue opere e nello specifico questa idea?
R- Intanto un saluto a te a tutti coloro che ci leggono 🙂 . Come sempre, quello che esprimo creativamente, nasce dal di dentro: quando cammino, quando sono in metro, quando guido… osservo, origlio,  scruto… ed incamero un sacco di input emozionali con tutti i ‘sensi’ a  disposizione, dai dialoghi delle persone, ai paesaggi, agli odori, ai  sapori… tutto ciò stanzia per un po’ in affitto nella mia pancia…  poi, piano piano, metabolizzo il tutto, che si trasforma in magma che ha  una gran necessitĂ di uscire e manifestarsi, sprigionando tutta la sua  forza d’impatto! ‘Italia vaffanculo’ nasce dall’aver ascoltato e visto quello che la  gente racconta, per strada, nei bar: c’è un malcontento generalizzato,  cresce la povertĂ , aumentano i suicidi… la situazione è drammatica
D– Cosa vuoi trasmettere con questa sorta di “grido rabbioso”?
R- Sì, è rabbioso, ma necessariamente: in Italia c’è la malsana abitudine  di dire “ma sì, va tutto bene…”, di risolvere le cose con una pacca  sulla spalla: io sono assolutamente ottimista e pro-positivo… ma anche  realista! Quindi non volevo lanciare messaggi interpretabili, alludere,  usare metafore sottili insomma, ma ho voluto andare dritto ed
inequivocabilmente al punto: Italia vaffanculo! PerchĂ© occorre dare una scossa alle coscienze di tutti noi, perchĂ©  vorrei che le persone vivessero per (in)seguire le proprie passioni,  anzichĂ© fare ciò per cui sono state ‘programmate’: spesso viviamo una  vita che non è la nostra, ma che è quella dei nostri genitori,  dell’insegnate, del parroco, delle convenzioni sociali: siamo  condizionati da tutto e da tutti e finiamo per arrenderci: se tutti facessimo quello per cui siamo predisposti, faremmo meglio il nostro lavoro, la produzione aumenterebbe e saremmo tutti piĂą gratificati. Ma
non è tutta colpa degli altri…
D- Cosa vuoi dire?
R- Dico che l’esempio deve partire da noi stessi: è troppo facile  prendersela con le istituzioni, i partiti, i politici o la mamma chioccia o il maestro vessante. Quello che accade è lo specchio di quello che siamo, non viceversa. Se ognuno iniziasse a svegliarsi (la canzone parla anche di questo e dice “quando ti sveglierai?” n.d.r.), ad agire, a togliere dal cassetto quei sogni ormai impolverati e sbiaditi, ed inseguisse i propri ideali, le cose poi migliorerebbero anche per la
collettivitĂ : si parte dal singolo per arrivare al tutto
D- Devo ammettere che nel video hai anche recitato bene nel ruolo del “manager sul lastrico”: hai esperienze di cinema?
R- No, escludendo i videoclip (ne ho girati piĂą di 20), nessuna, ma mi hanno chiesto varie volte in passato di partecipare come attore, in vari ruoli… chissĂ , magari prima o poi accadrĂ ! Soffermandomi sulla “parte video”, devo ringraziare il regista Tommaso Trombetta, perchĂ© ha realizzato un video splendido ed ha saputo dirigermi con grande maestria e tutto lo staff da Jessica Corrao al montaggio a Vito Calabrese operatore, agli attori Francesca Aledda (bravissima nel ruolo della “barbona”), Fabio Serra, Federico Di Gioia, Luca Leoni, un team davvero  strepitoso, professionale e sensibile, quello che ci vuole per realizzare dei grandi progetti come questo, comunicando i valori del concept con intensitĂ , eleganza ed immediatezza
D- Hai un curriculum variegato Igor: cantautore, scrittore, autore, coach… in quale ruolo ti senti piĂą te stesso e quali sono state le tue opere di maggior successo?
R- Mi trovo a mio agio in qualunque “ambito creativo” in realtĂ : mi piace scrivere per me stesso, ma anche come autore per i comici di Zelig o per creare format che poi vanno in tv o in radio. Ogni situazione ha delle sue peculiaritĂ e amo viverle volta per volta, per allargo i miei orizzonti e così mi completo, umanamente, artisticamente e
professionalmente. Ha avuto grande eco il mio libro “Volevo uccidere Gianni Morandi”, per il quale ho anche ricevuto minacce di morte da un fan sfegatato di Morandi… il mio grande orgoglio è di aver scritto “Ninna Nonna”
(dedicata a mio Nonno quando è mancato…), che è stata riconosciuta come “Canzone Italiana dei Nonni”, per la loro festa che si celebra da ormai 10 anni ogni 2 ottobre
D- Per concludere Igor, cos’è esattamente il #vaffanculo week?
R- E’ un evento creato su facebook che dura fino a domenica 7 febbraio (ma ne organizzeremo altri): ognuno, comodamente seduto dal divano di casa,   puo’ sfogare la propria insoddisfazione per la situazione che vive in  Italia o raccontare un episodio spiacevole che gli sia accaduto: raccoglieremo i 10 piĂą votati e li manderemo direttamente al Governo ed alle principali testate giornalistiche italiane: è importante ascoltare la gente, quello che hanno da dire, capire di cosa hanno bisogno e poi “FARE” concretamente qualcosa
Chi volesse manifestare il proprio #italiavaffanculo puo’ farlo alla pagina facebook dell’evento #vaffanculo week, ecco il link: Â https://goo.gl/Vs3eBZ
Per gustarvi il video: https://youtu.be/K5APLHCbxOo
E per chi volesse aggiungersi ai circa 1000 followers (totalizzati in pochissimo tempo) ecco l’indirizzo twitter:
https://twitter.com/italiavafanculo
Grazie Igor e a presto allora.
Grazie a a te.
Gennaro Ruggiero
