Mascherine per tutti a 15 centesimi, da Bologna il ‘piano’ di A+Network per le istituzioni

Mascherine per tutti a 15 centesimi, da Bologna il ‘piano’ di A+Network per le istituzioni

BOLOGNA – (ag. dire) Mascherine a basso costo e in quantità sufficiente per coprire le esigenze quotidiane di tutta la popolazione italiana. Ovvero: 60 milioni di mascherine al giorno, per un anno, da distribuire gratuitamente ai cittadini. È possibile? Secondo un un gruppo di esperti indipendenti del gruppo bolognese ‘A+Network’ (professionisti e manager che svolgono attività di consulenza e di formazione nei settori dell’Industria, dei servizi e della Pubblica amministrazione) sì, e si tratta di un obiettivo “ancora raggiungibile, in tempi brevi, con costi molto contenuti rispetto ai danni”. Basterebbe, hanno calcolato, un investimento complessivo dell’ordine di 5-6 miliardi, e il nodo del piano strategico è quello di puntare sull’automazione e sulla capacità produttiva nazionale.

Il progetto è illustrato sintesi in un documento scaricabile dal sito dell’associazione ed è stato reso pubblico allo scopo di facilitarne la diffusione, auspicando di intercettare l’interesse della Pubblica amministrazione per l’attuazione. Il gruppo di tecnici si è reso disponibile per fornire a titolo gratuito il supporto di coordinamento per la realizzazione del progetto, in appoggio alla Autorità istituzionale.

A questa strategia, gli esperti di A+network, spiegano in una nota, sono arrivati “anche interagendo con altre reti” e prendendo in esame il tema delle mascherine, che sono “strumento indispensabile per proteggere la popolazione in questa fase di emergenza, la cui durata è ancora imprevedibile e che potrebbe ripresentarsi ciclicamente nel futuro”.

Il ragionamento è questo: “Se sin dall’inizio della diffusione dell’epidemia da Covid-19 le Autorità avessero potuto imporre a tutti i cittadini l’uso delle mascherine sempre e ovunque, le conseguenze sarebbero state drasticamente contenute: meno contagiati, ricoveri, decessi, costi diretti per la sanità, disagi, rischi e sacrifici per gli operatori sanitari impegnati, meno allarme sociale, minore impatto delle misure di contenimento e un’enorme riduzione dei costi economici e sociali conseguenti. La conferma viene dai Paesi che hanno adottato questa semplice strategia”. Ecco perchè, ora, l’ideale sarebbe avere a disposizione 60 milioni di mascherine al giorno.

Come? “L’obiettivo- spiegano gli esperti di A+network- è ancora raggiungibile, in tempi brevi, con costi molto contenuti rispetto ai danni. I costi infatti sarebbero dell’ordine di un miliardo di euro per gli investimenti iniziali (grazie ai quali il sistema sarebbe poi sempre pronto per il futuro) e ulteriori 2-3 miliardi di euro se lo Stato volesse dotare gratuitamente tutti i cittadini Italiani di una mascherina al giorno per un intero anno. Considerando i costi accessori (logistica, smaltimento, incentivazioni e sostegno agli investimenti per i produttori della materia prima, ecc…), si stima un investimento complessivo dell’ordine di 5-6 miliardi/anno, che ne farebbe risparmiare decine solo di costi diretti sostenuti per rimediare alle conseguenze economiche dell’epidemia”.

L’approccio, spiegano ancora gli esperti, “potrebbe costituire il modello di riferimento per le numerose altre situazioni che coinvolgono la sicurezza nazionale“. Si tratta di “un modello pragmatico basato sulle competenze in strategia industriale, nella progettazione e costruzione di macchine automatiche e sulla disponibilità di capacità produttiva nazionale (anche relativamente alle materie prime per le mascherine), essendo l’Italia leader mondiale nel settore dell’automazione“.

“La strategia suggerita, che deve essere attuata con il controllo e coordinamento pubblico- prosegue la nota- dimostra come l’uso intelligente dell’automazione possa soddisfare in pieno le esigenze nazionali (e non solo) con un prodotto completamente italiano, annullando ora e per il futuro la dipendenza da forniture estere la cui aleatorietà è ormai conclamata, e determinando un costo della mascherina così basso (0,10-0,15 euro al pezzo come riferimento) da renderne possibile, al limite, anche la distribuzione gratuita, in modo da poterne poi imporre l’utilizzo obbligatorio”.

Per di più il progetto, concludono, “oltre a risolvere un problema contingente, sarebbe di supporto alla difesa di un comparto industriale ritenuto strategico, e potrebbe innescare anche un export importante verso altri Paesi del mondo che decidessero di adottare la stessa strategia”.

Redazione

 

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