Roma, 15 ott. (askanews) – Il coraggio di dire no, di scegliere la libertà nel rispetto dei propri valori e delle proprie origini, non lasciandosi “comprare” dai soldi. Parla di “resistenza”, con i toni della commedia, “La vita va così” di Riccardo Milani, film d’apertura della Festa del cinema di Roma, presentato fuori concorso nella sezione Grand Public. Uscirà poi nelle sale dal 23 ottobre.
Riccardo Milani: “Questa vicenda va raccontata perché è una vicenda che racconta non solo un uomo, un pastore che ha difeso la sua casa, il suo territorio, la sua spiaggia, è la storia di una comunità che si è spaccata su questa vicenda, è la storia del conflitto che c’è nel nostro Paese, ma non solo nel nostro Paese, tra necessità di lavoro e rispetto del territorio. Spesso sono due cose che non si incontrano mai, perché una esclude l’altra, o sembra dover escludere l’altra. Forse invece c’è una strada diversa, c’è anche una possibilità diversa. Il film cerca di dare un segnale anche in questo senso”.
Virginia Raffaele: “Questo è l’emblema che cultura e intelligenza non vanno di pari passi, perché c’è una parte che è l’intelligenza emotiva e una saggezza che alla fine lascia tutti senza parole e vince”.
Non mancano i momenti divertenti e le risate, anche nel capire il dialetto sardo stretto del protagonista. “Io non avevo i sottopancia – ha detto Virginia Raffaele – ma con mio grande stupore dopo alcune settimane alla fine riuscivo anche quasi a capirlo, alcune parole sono davvero incomprensibili”.
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