Crisi Bekaert, confermati i 318 licenziamenti: “È il dramma degli operai di mezza età” | Ultime notizie
„Confermata la volontà di chiudere lo stabilimento di Figline e Incisa Valdarno (Firenze) per delocalizzare in Romania. I sindacati: “Atteggiamento dell’azienda è inaccettabile, mai vista arroganza del genere”. Di Maio: “Manca il rispetto”“

Bekaert ha confermato al tavolo al ministero dello Sviluppo economico la volontà di chiudere lo stabilimento di Figline e Incisa Valdarno (Firenze) per delocalizzare in Romania, mettendo così a rischio 318 posti di lavoro, decisione annunciata il 22 giugno scorso.
“Sono per lo più operai di mezza età”
“Sono per lo più operai di mezza età che se licenziati, avranno grosse difficoltà per trovare un altro impiego. Oltre il danno anche la beffa: grazie al Jobs Act se un’impresa cessa la sua attività, i dipendenti non hanno diritto alla cassa integrazione. Molti di loro sono anche prossimi alla pensione” spiega Paolo Capone, Segretario Generale dell’Ugl, a seguito dell’incontro di ieri al Mise sulla vertenza Bekaert.
“Si tratta -spiega Capone- di 318 famiglie che rischiano di finire sulla strada, soprattutto perché l’azienda dimostra di non avere alcun vincolo di responsabilità sociale nei confronti dei suoi dipendenti. Bisogna, quindi, scoraggiare le multinazionali a delocalizzare la propria produzione all’estero per fini economici, affinché siano tutelati i diritti dei dipendenti. Speriamo che il Governo proceda in tal senso per salvare, in qualche modo, la forza lavoro”, commenta il leader sindacale.
Bentivogli: “Atteggiamento dell’azienda è inaccettabile”
“Inaccettabile” il comportamento dell’azienda secondo il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. “L’azienda – dice Bentivogli – ha confermato al tavolo la volontà di chiusura, annunciata il 22 giugno scorso. A detta della stessa, in crisi dal 2016 e senza possibilità di una marcia indietro da parte della stessa che ha affermato di aver ricercato tutte le soluzioni possibili, ma che ad oggi non è più sostenibile per i conti del gruppo a causa di pressioni negative sul prezzo”.
da Today.it
