natanz_25feb2006Di fronte alle agghiaccianti atrocità commesse dalle milizie islamiche dell’Isis, l’attenzione mediatica e dei governi occidentali si è rivolta verso il minaccioso espansionismo del califfato sunnita.

Prima dell’Isis, l’attenzione sui fatti di geopolitica mediorientale era focalizzata sul conflitto tra i fondamentalisti islamici di Hamas e lo Stato di Israele.

Entrambe le guerre hanno reso il mondo ancora più distratto dal pericolo maggiore oggi esistente: il programma nucleare iraniano. Non a caso le decine di migliaia di missili sparati da Gaza erano quasi tutti di fabbricazione iraniana e non a caso, grazie all’Isis, si è avuta la riabilitazione diplomatica e politica di Assad, alleato di ferro dell’Iran, in apparente funzione anti Isis.

 

Questi conflitti hanno permesso alla teocrazia sciita di continuare, indisturbata, ad arricchire uranio e plutonio ad una percentuale incompatibile con gli usi civili. Ricordiamo che l’Iran è un esportatore internazionale di energia essendo tra i maggiori produttori mondiali di petrolio; l’Iran usa attualmente 23.000 centrifughe e le centrali nucleari dove realizza tutto questo non hanno nessun allacciamento alla rete elettrica. L’uranio per scopi civili ha un arricchimento medio dal 3% al 5% ma il 15 febbraio 2012 è stato scoperto che l’Iran arricchiva l’uranio al 27%, dato confermato persino dalle stesse autorità iraniane che, nella centrale di Natanz, hanno aggiunto almeno 1.008 centrifughe di tipo Ir-m2, le piu’ potenti esistenti.

Lo scopo di questo tipo di attivita’ può essere uno solo: la bomba atomica.

L’Iran è un regime teocratico, il cui fine supremo è il ritorno del Mahdī che si svelerà al mondo alla fine dei tempi, dopo che il Dajjāl avrà attuato la sua opera devastatrice sull’umanità intera.

L’atomica è, appunto, la chiave per tutto questo.

Elleci da giustiziagiusta.info